{"id":5071,"date":"2025-07-10T10:04:50","date_gmt":"2025-07-10T08:04:50","guid":{"rendered":"https:\/\/www.skillup.cloud\/?p=5071"},"modified":"2025-07-14T11:37:10","modified_gmt":"2025-07-14T09:37:10","slug":"ha-ancora-senso-investire-nella-modernizzazione-dellas-400-una-riflessione-sullentropia-dei-sistemi-legacy","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.skillup.cloud\/en\/ha-ancora-senso-investire-nella-modernizzazione-dellas-400-una-riflessione-sullentropia-dei-sistemi-legacy\/","title":{"rendered":"Ha ancora senso investire nella modernizzazione dell&#8217;AS\/400? Una riflessione sull&#8217;entropia dei sistemi legacy"},"content":{"rendered":"\n<p><em>Marco Del Corto &#8211; Founder \/ CEO Genesi srl<\/em><br><em>3 luglio 2025<\/em><br>Aggiornamento sezione &#8220;Commenti e Reazioni dalla Community&#8221; al 14 luglio 2025<br>(Articolo su Linkedin <a href=\"https:\/\/www.linkedin.com\/pulse\/ha-ancora-senso-investire-nella-modernizzazione-una-dei-del-corto-zoy0f\">https:\/\/www.linkedin.com\/pulse\/ha-ancora-senso-investire-nella-modernizzazione-una-dei-del-corto-zoy0f<\/a>)<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;AS\/400, oggi IBM i, rappresenta uno dei casi pi\u00f9 emblematici di longevit\u00e0 tecnologica nel panorama enterprise. Dopo oltre tre decenni di evoluzione, molte organizzazioni si trovano di fronte a un dilemma cruciale: vale ancora la pena investire in progetti di modernizzazione per gestire l&#8217;entropia accumulata in questi sistemi, o \u00e8 arrivato il momento di considerare alternative pi\u00f9 radicali?<\/p>\n\n\n\n<p><strong>L&#8217;entropia inevitabile dei sistemi legacy<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Ogni sistema informativo, nel corso della sua vita operativa, accumula quello che possiamo definire &#8220;entropia tecnica&#8221;: modifiche non documentate, personalizzazioni stratificate, integrazioni temporanee diventate permanenti, codice legacy che nessuno osa pi\u00f9 toccare. Nei sistemi AS\/400, questa entropia assume caratteristiche peculiari.<\/p>\n\n\n\n<p>La piattaforma IBM i ha dimostrato una straordinaria capacit\u00e0 di mantenere la compatibilit\u00e0 retroattiva, permettendo l&#8217;esecuzione di applicazioni sviluppate decenni fa. Questa forza, tuttavia, si \u00e8 trasformata nel tempo in una debolezza: la facilit\u00e0 nel mantenere il codice esistente ha spesso scoraggiato gli investimenti in modernizzazione, creando un accumulo progressivo di debito tecnico.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il costo dell&#8217;inerzia<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;inerzia tecnologica ha un prezzo che va oltre i semplici costi di manutenzione. I sistemi AS\/400 non modernizzati presentano diverse criticit\u00e0:<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Competenze in via di estinzione<\/strong>: Il pool di sviluppatori RPG e COBOL esperti si riduce costantemente, con conseguente aumento dei costi di manutenzione e rischi operativi crescenti.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Isolamento architetturale<\/strong>: L&#8217;integrazione con tecnologie moderne diventa sempre pi\u00f9 complessa, limitando la capacit\u00e0 dell&#8217;organizzazione di innovare e competere.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Vincoli normativi<\/strong>: Le crescenti richieste di compliance, sicurezza e auditing diventano difficili da soddisfare con sistemi non adeguatamente documentati e strutturati.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il costo nascosto dell&#8217;entropia: un caso emblematico<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Per comprendere appieno i rischi del mancato controllo dell&#8217;entropia nei sistemi legacy, \u00e8 illuminante analizzare un caso reale che, per ragioni di riservatezza, presentiamo senza identificare l&#8217;organizzazione coinvolta. Come recita il detto: &#8220;citiamo il peccato ma non il peccatore&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p>In una grande societ\u00e0 multinazionale, periodicamente veniva presentato al CFO (Chief Financial Officer) un report dettagliato sull&#8217;andamento finanziario globale dell&#8217;organizzazione. Questo documento rivestiva un&#8217;importanza strategica cruciale, in quanto guidava le decisioni aziendali pi\u00f9 rilevanti: dalle politiche di sviluppo agli investimenti, dalla definizione delle strategie alla pianificazione dei budget e delle priorit\u00e0 progettuali dei vari settori aziendali.<\/p>\n\n\n\n<p>La scoperta fu tanto inaspettata quanto allarmante: il report veniva generato attraverso l&#8217;esecuzione di programmi rimasti non aggiornati, residenti nelle librerie personali di sviluppatori che avevano lasciato l&#8217;azienda anni prima. Nessuno era a conoscenza dell&#8217;esistenza di questi programmi, tanto meno del loro utilizzo continuativo per produrre informazioni di tale rilevanza strategica. Il sistema aveva continuato a funzionare in modo apparentemente corretto, ma basandosi su logiche e parametri potenzialmente obsoleti, con implicazioni difficili da quantificare per l&#8217;accuratezza delle decisioni strategiche prese sulla base di quei dati.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Un problema sistemico nell&#8217;ecosistema AS\/400<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Questo caso, pur rappresentando una situazione estrema, non \u00e8 isolato. Nell&#8217;ecosistema AS\/400 e IBM i sono frequenti scenari simili, seppur di minore gravit\u00e0, specialmente in contesti caratterizzati da alto turnover del personale tecnico e processi di knowledge transfer inadeguati. La natura stessa della piattaforma IBM i, con la sua capacit\u00e0 di mantenere in esecuzione codice sviluppato decenni fa, pu\u00f2 mascherare questi problemi fino a quando non emergono in modo critico.<\/p>\n\n\n\n<p>Le dinamiche che portano a queste situazioni sono molteplici: la pressione operativa che spinge a soluzioni rapide anzich\u00e9 strutturate, la mancanza di documentazione adeguata, l&#8217;assenza di procedure standardizzate per la gestione del codice in produzione, e soprattutto la perdita progressiva della conoscenza istituzionale quando le persone lasciano l&#8217;organizzazione senza un adeguato trasferimento delle competenze.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>L&#8217;importanza vitale del controllo dell&#8217;entropia<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Questa situazione evidenzia la criticit\u00e0 e l&#8217;importanza strategica di mantenere un controllo rigoroso sull&#8217;entropia dei sistemi informativi. Non si tratta solo di una questione tecnica, ma di governance aziendale: la perdita di controllo sui propri sistemi pu\u00f2 compromettere la qualit\u00e0 delle decisioni strategiche e, in ultima analisi, la competitivit\u00e0 dell&#8217;organizzazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Il caso descritto dimostra che l&#8217;entropia non controllata pu\u00f2 trasformarsi in un rischio operativo e strategico di dimensioni significative. Quando i processi critici di business dipendono da componenti software &#8220;fantasma&#8221;, l&#8217;organizzazione opera sostanzialmente alla cieca, assumendo rischi che potrebbero materializzarsi in modi imprevisti e potenzialmente devastanti.<\/p>\n\n\n\n<p>Per questo motivo, gli investimenti in progetti di mappatura, documentazione e modernizzazione selettiva dei sistemi AS\/400 non dovrebbero essere considerati solo come costi di manutenzione, ma come investimenti essenziali nella resilienza e nella governabilit\u00e0 dell&#8217;organizzazione. La capacit\u00e0 di sapere esattamente cosa fa il proprio sistema, come lo fa e chi ne \u00e8 responsabile, rappresenta un asset strategico fondamentale nell&#8217;economia digitale contemporanea.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il valore della modernizzazione mirata<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Investire in progetti di modernizzazione dell&#8217;AS\/400 ha ancora senso, ma richiede un approccio strategico e selettivo. Non si tratta di rinnovare tutto, ma di identificare e intervenire sui punti critici dove l&#8217;entropia ha il maggiore impatto sul business.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Mappatura delle dipendenze<\/strong>: Prima di qualsiasi intervento, \u00e8 essenziale creare una mappa dettagliata delle dipendenze applicative, identificando i moduli critici e le loro interconnessioni.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Modernizzazione incrementale<\/strong>: Piuttosto che progetti &#8220;big bang&#8221;, sono preferibili approcci incrementali che permettano di ridurre progressivamente l&#8217;entropia senza compromettere la continuit\u00e0 operativa.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Standardizzazione delle interfacce<\/strong>: Investire nella creazione di API standardizzate che permettano l&#8217;integrazione con sistemi moderni, mantenendo il core business logic esistente.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Quando la modernizzazione non basta<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Esistono scenari in cui la modernizzazione dell&#8217;AS\/400 potrebbe non essere la scelta ottimale:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>Quando l&#8217;entropia \u00e8 cos\u00ec elevata che il costo della modernizzazione supera quello di una migrazione completa<\/li>\n\n\n\n<li>Quando i requisiti di business sono cambiati radicalmente rispetto alla progettazione originale del sistema<\/li>\n\n\n\n<li>Quando l&#8217;organizzazione ha bisogno di capacit\u00e0 tecnologiche (cloud native, microservizi, analytics in tempo reale) difficilmente implementabili su piattaforma legacy<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p><strong>Una decisione strategica<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>La scelta di investire nella modernizzazione dell&#8217;AS\/400 non pu\u00f2 essere puramente tecnica, ma deve considerare il contesto strategico dell&#8217;organizzazione. Fattori come il settore di appartenenza, la pressione competitiva, la disponibilit\u00e0 di risorse e la strategia digitale complessiva devono guidare la decisione.<\/p>\n\n\n\n<p>Per molte organizzazioni, soprattutto quelle con processi mission-critical consolidati, un approccio ibrido potrebbe rappresentare la soluzione ottimale: modernizzare selettivamente i componenti dell&#8217;AS\/400 che generano maggiore valore, mantenendo la stabilit\u00e0 del core system, e parallelamente sviluppare nuove capacit\u00e0 su piattaforme moderne.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Conclusioni<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Investire nella modernizzazione dell&#8217;AS\/400 ha ancora senso, ma solo se fatto con criterio e visione strategica. L&#8217;obiettivo non deve essere eliminare completamente l&#8217;entropia &#8211; un&#8217;utopia costosa e spesso controproducente &#8211; ma gestirla in modo intelligente, concentrando gli investimenti dove possono generare il maggiore impatto sul business.<\/p>\n\n\n\n<p>Il futuro dell&#8217;AS\/400 nelle organizzazioni moderne non \u00e8 scritto: dipender\u00e0 dalla capacit\u00e0 di bilanciare saggezza tecnologica, vincoli economici e ambizioni strategiche. Chi sapr\u00e0 trovare questo equilibrio continuer\u00e0 a trarre valore da una delle piattaforme pi\u00f9 longeve e affidabili della storia dell&#8217;informatica enterprise.<\/p>\n\n\n<style>.wp-block-kadence-spacer.kt-block-spacer-5060_be8e66-f4 .kt-block-spacer{height:60px;}.wp-block-kadence-spacer.kt-block-spacer-5060_be8e66-f4 .kt-divider{border-top-width:1px;height:1px;border-top-color:#eee;width:80%;border-top-style:solid;}<\/style>\n<div class=\"wp-block-kadence-spacer aligncenter kt-block-spacer-5060_be8e66-f4\"><div class=\"kt-block-spacer kt-block-spacer-halign-center\"><hr class=\"kt-divider\"\/><\/div><\/div>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n<style>.wp-block-kadence-spacer.kt-block-spacer-5060_e85d99-75 .kt-block-spacer{height:60px;}.wp-block-kadence-spacer.kt-block-spacer-5060_e85d99-75 .kt-divider{border-top-width:1px;height:1px;border-top-color:#eee;width:80%;border-top-style:solid;}<\/style>\n<div class=\"wp-block-kadence-spacer aligncenter kt-block-spacer-5060_e85d99-75\"><div class=\"kt-block-spacer kt-block-spacer-halign-center\"><hr class=\"kt-divider\"\/><\/div><\/div>\n\n\n<style>.wp-block-kadence-spacer.kt-block-spacer-5060_6d89e2-c2 .kt-block-spacer{height:60px;}.wp-block-kadence-spacer.kt-block-spacer-5060_6d89e2-c2 .kt-divider{border-top-width:1px;height:1px;border-top-color:#eee;width:80%;border-top-style:solid;}<\/style>\n<div class=\"wp-block-kadence-spacer aligncenter kt-block-spacer-5060_6d89e2-c2\"><div class=\"kt-block-spacer kt-block-spacer-halign-center\"><hr class=\"kt-divider\"\/><\/div><\/div>\n\n\n\n<p><strong>Commenti e Reazioni dalla Community<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;articolo ha suscitato un ampio dibattito nella community IBM i, raccogliendo 24 commenti e 4 condivisioni su LinkedIn. Di seguito riportiamo i principali contributi che hanno arricchito la discussione, mantenendo la fedelt\u00e0 delle conversazioni e dei thread di risposta:<\/p>\n\n\n<style>.wp-block-kadence-spacer.kt-block-spacer-5060_6f3812-a8 .kt-block-spacer{height:60px;}.wp-block-kadence-spacer.kt-block-spacer-5060_6f3812-a8 .kt-divider{border-top-width:1px;height:1px;border-top-color:#eee;width:80%;border-top-style:solid;}<\/style>\n<div class=\"wp-block-kadence-spacer aligncenter kt-block-spacer-5060_6f3812-a8\"><div class=\"kt-block-spacer kt-block-spacer-halign-center\"><hr class=\"kt-divider\"\/><\/div><\/div>\n\n\n\n<p><strong>Il Problema Culturale della Progettazione<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><em>Questa sezione esplora come la mancanza di cultura progettuale rappresenti una delle radici del problema dell&#8217;entropia nei sistemi IBM i<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Vincenzo Turturro<\/strong> (IT consultant &#8211; Software engineer) ha commentato:<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Ottima analisi che condivido pienamente. Purtroppo il problema \u00e8 prima di tutto &#8216;culturale&#8217;: nel mio piccolo, credo che sia dimostrato anche dal fatto che il nuovo corso proposto da Faq400 &#8211; &#8216;Progettazione di basi di dati&#8217; &#8211; \u00e8 andato deserto (una sola iscrizione). Italiani popolo di poeti, santi, navigatori e progettisti di basi di dati relazionali? Che per\u00f2 balbettano ed incespicano quasi tutti nel rispondere alla domanda &#8216;Qual \u00e8 la definizione di chiave primaria&#8217;&#8230; O che, ancora peggio, pensano che basti aggiungere un id autoincrementante ad ogni tabella per avere la base di dati (e la coscienza?) a posto. Peccato, perch\u00e8 una buona base di dati, progettata seguendo i dettami della teoria, fornisce gi\u00e0 di per s\u00e8 una ottima documentazione di svariate caratteristiche dell&#8217;applicativo che la gestisce.&#8221;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Marco Del Corto<\/strong> (Autore) ha risposto:<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Grazie Vincenzo per il commento e il contributo prezioso che condivido appieno. La tua osservazione &#8211; &#8216;una buona base di dati, progettata seguendo i dettami della teoria, fornisce gi\u00e0 di per s\u00e9 una ottima documentazione di svariate caratteristiche dell&#8217;applicativo che la gestisce&#8217; &#8211; centra perfettamente un aspetto fondamentale. Aggiungerei che questo elemento \u00e8 indicativo non solo della corretta applicazione delle potenzialit\u00e0 dell&#8217;approccio SQL nella gestione dei processi aziendali, ma anche di una comprensione profonda della natura degli oggetti di business e delle loro relazioni. Questa comprensione deve necessariamente essere la guida nello sviluppo delle applicazioni che governano i processi aziendali. Il fatto che un corso sulla progettazione di basi di dati sia andato deserto \u00e8 effettivamente sintomatico di un approccio culturale che privilegia il &#8216;funziona subito&#8217; rispetto alla solidit\u00e0 architetturale a lungo termine.&#8221;<\/p>\n\n\n<style>.wp-block-kadence-spacer.kt-block-spacer-5060_227142-75 .kt-block-spacer{height:60px;}.wp-block-kadence-spacer.kt-block-spacer-5060_227142-75 .kt-divider{border-top-width:1px;height:1px;border-top-color:#eee;width:80%;border-top-style:solid;}<\/style>\n<div class=\"wp-block-kadence-spacer aligncenter kt-block-spacer-5060_227142-75\"><div class=\"kt-block-spacer kt-block-spacer-halign-center\"><hr class=\"kt-divider\"\/><\/div><\/div>\n\n\n\n<p><strong>Fretta e Qualit\u00e0: Le Cause Strutturali<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><em>I commenti in questa sezione identificano le pressioni operative e organizzative che contribuiscono all&#8217;accumulo di entropia<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Massimiliano Andreis<\/strong> (Analista funzionale &amp; Analista Programmatore Senior AS400 RPG ILE &#8211; Freelance &#8211; INPS) ha scritto:<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;A monte, direi che le cause principali sono due: la prima \u00e8 la fretta, il voler ridurre a tutti i costi i tempi di consegna &#8211; spesso per compiacere il cliente che nella maggior parte vuole tutto spendendo poco- ma la qualit\u00e0 ha un costo; la seconda \u00e9 che nulla si improvvisa e, saper analizzare, modellizzare, sviluppare, documentare, ecc, richiede tempo, strumenti, studio e, spesso in ambiente IT, ti senti dire: l&#8217;importante \u00e8 che funzioni&#8230; il tutto senza fare formazione preventiva sui processi di business sottostanti.&#8221;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Marco Del Corto<\/strong> (Autore) ha risposto:<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Grazie Massimiliano per aver individuato con precisione alcune delle cause strutturali che noi professionisti del settore conosciamo fin troppo bene. La presa di coscienza condivisa di questi problemi &#8211; da parte di committenti, team tecnici e stakeholder &#8211; \u00e8 effettivamente il punto di partenza per costruire strategie sostenibili. Solo quando tutto l&#8217;ecosistema progettuale comprende il reale impatto dell&#8217;entropia tecnologica possiamo sperare di invertire questa tendenza. Senza questa awareness condivisa, continueremo a rincorrere i problemi anzich\u00e9 prevenirli.&#8221;<\/p>\n\n\n<style>.wp-block-kadence-spacer.kt-block-spacer-5060_0c5fcd-18 .kt-block-spacer{height:60px;}.wp-block-kadence-spacer.kt-block-spacer-5060_0c5fcd-18 .kt-divider{border-top-width:1px;height:1px;border-top-color:#eee;width:80%;border-top-style:solid;}<\/style>\n<div class=\"wp-block-kadence-spacer aligncenter kt-block-spacer-5060_0c5fcd-18\"><div class=\"kt-block-spacer kt-block-spacer-halign-center\"><hr class=\"kt-divider\"\/><\/div><\/div>\n\n\n\n<p><strong>L&#8217;Approccio Ibrido e la Gestione del Know-how<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><em>Questa discussione approfondisce le strategie pratiche per gestire l&#8217;evoluzione dei sistemi IBM i e il problema della perdita di conoscenza aziendale<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Andrea Valerio<\/strong> (Responsabile IT presso ISA SETA S.p.a.) ha condiviso:<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Articolo interessante che condivido su tanti punti, grazie per la condivisione. Personalmente credo che IBMi sia un ottimo backend per le applicazioni e necessariamente non deve fare tutto es. il frontend e gi\u00e0 questo pu\u00f2 ridurre l&#8217;entropia ma introduci comunque altri sistemi da gestire. Un problema \u00e8 che le applicazioni scritte in rpg3\/rpg4 sono ostiche da mantenere e non vicine ai linguaggi moderni e la conversione non \u00e8 come scrivere a nuovo il programma in rpg free. Un giovane non ci mette troppo a fare coding in rpg free ma come lo riscrivi il passato se fai fatica a leggere il codice? Spesso viene voglia di cambiare perch\u00e9 si pensa sia pi\u00f9 semplice e ripensi ai processi con un rischio aziendale da valutare. Aggiungo per\u00f2 che una AI come chatgpt analizza abbastanza bene il codice \u00e8 pu\u00f2 essere un aiuto ulteriore. Insomma, scelte non semplici ma se conosci IBMi un p\u00f3 bene, prima di abbandonarlo ci penserei 3\/4 volte perch\u00e9 ci sono tanti punti ancora a favore&#8230;&#8221;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Marco Del Corto<\/strong> (Autore) ha risposto:<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Grazie Andrea Valerio per il contributo concreto e calato nelle realt\u00e0 operative che molti di noi conoscono bene. Vorrei aggiungere una riflessione su un aspetto critico spesso sottovalutato: il patrimonio di conoscenza aziendale incorporato nei sistemi AS\/400. Questi sistemi non contengono solo codice, ma racchiudono decenni di evoluzione dei processi di business, adattamenti organizzativi e logiche operative che rappresentano la &#8216;memoria storica&#8217; dell&#8217;azienda. Il vero rischio strategico risiede nel fatto che questa conoscenza \u00e8 custodita principalmente da una generazione di programmatori prossima al pensionamento, quando non gi\u00e0 pensionata. Il know-how sui processi aziendali, sulle ragioni che hanno guidato specifiche scelte implementative e sulla correlazione tra logiche di business e soluzioni tecniche rischia di andare perduto definitivamente. Il trasferimento di queste competenze non \u00e8 solo una questione tecnica, ma rappresenta una sfida di knowledge management di portata strategica. Senza un piano strutturato di conservazione e trasmissione di questo patrimonio intellettuale, le organizzazioni rischiano di perdere elementi fondamentali della propria identit\u00e0 operativa e capacit\u00e0 decisionale.&#8221;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Andrea Valerio<\/strong> ha replicato:<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Sposo appieno la tua riflessione e aggiungo un altro fattore perch\u00e9 nel tempo mi sono sempre pi\u00f9 convinto che gli analisti funzionali siano delle figure sempre pi\u00f9 importanti. La perdita del know how \u00e8 il vero rischio aziendale e demandare per abitudine o per necessit\u00e0 di costo tutto alla figura del programmatore\/analista lo reputo potenzialmente pericoloso nel tempo. Inoltre gli analisti funzionali con il rapporto diretto con gli utenti hanno una visione diversa rispetto ai programmatori. Aggiungo anche una riflessione dove nel codice spesso ci sono modifiche che per motivi diversi non hanno pi\u00f9 senso perch\u00e9 nel tempo sono cambiati i processi e diventati obsoleti e a fronte di un&#8217;analisi potresti capire che una parte significativa del codice non va riportato ma senza know how e memoria storica concordo che sia difficile andare lontano.&#8221;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Marco Del Corto<\/strong> (Autore) ha concluso:<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Siamo sulla stessa lunghezza d&#8217;onda&#8230;&#8221;<\/p>\n\n\n<style>.wp-block-kadence-spacer.kt-block-spacer-5060_db4177-45 .kt-block-spacer{height:60px;}.wp-block-kadence-spacer.kt-block-spacer-5060_db4177-45 .kt-divider{border-top-width:1px;height:1px;border-top-color:#eee;width:80%;border-top-style:solid;}<\/style>\n<div class=\"wp-block-kadence-spacer aligncenter kt-block-spacer-5060_db4177-45\"><div class=\"kt-block-spacer kt-block-spacer-halign-center\"><hr class=\"kt-divider\"\/><\/div><\/div>\n\n\n\n<p><strong>La Modernizzazione degli Sviluppatori<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><em>I commenti in questa sezione affrontano il paradosso della retrocompatibilit\u00e0 di IBM i e la necessit\u00e0 di modernizzare prima di tutto le competenze<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Massimo Duca<\/strong> (Senior IBMi Analyst\/Developer presso Exprivia) ha osservato:<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Analisi molto corretta e condivisibile. Ho sempre pensato che la retrocompatibilit\u00e0 sia il miglior pregio di IBM i&#8230; ma allo stesso tempo sia il suo peggior difetto! Secondo me oggi quello che va veramente modernizzato, prima ancora delle applicazioni, sono gli sviluppatori IBM i! Vedo ancora troppi personaggi che si adagiano nelle proprie conoscenze (RPG old style, SEU, PDM tanto per dirne alcune&#8230;) e non si preoccupano minimamente di esplorare le enormi evoluzioni che IBM i ha avuto in questi anni. La vera sfida \u00e8 riuscire ad attrarre giovani verso la piattaforma, e far si che loro diano sempre pi\u00f9 slancio verso l&#8217;evoluzione delle applicazioni aziendali. Nella mia azienda recentemente sono entrati due giovani, con una conoscenza della piattaforma scarsa o nulla, e dopo adeguato addestramento ed affiancamento ora sono pienamente attivi e produttivi&#8230; Qualche speranza quindi ce la possiamo avere!&#8221;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Marco Del Corto<\/strong> (Autore) ha risposto:<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Grazie Massimo Duca per aver centrato in modo sintetico il cuore del problema: modernizzare gli sviluppatori IBM i. In effetti, gli sviluppatori IBM i sono il focus principale della modernizzazione. Molti di loro sono prossimi alla pensione. Al tempo stesso, sono anche quelli che fanno pi\u00f9 fatica a modernizzarsi dopo tanti anni di abitudine a processi consolidati. Sono per\u00f2 anche quelli che detengono il know-how cruciale dell&#8217;azienda. Qui si entra in un circolo vizioso non facile da sciogliere. I &#8216;vecchi&#8217; sviluppatori fanno molta fatica a cambiare modelli di riferimento. Tuttavia sono insostituibili per il know-how che rappresenta un patrimonio aziendale. I giovani developer, invece, sono abituati alle nuove metodologie. Fanno per\u00f2 fatica ad acquisire il patrimonio aziendale rappresentato da tutto il &#8216;vecchio&#8217; codice esistente. La soluzione probabilmente richiede approcci ibridi: mentoring strutturato, documentazione sistematica del know-how implicito e graduale introduzione di nuove metodologie che non stravolgano completamente i processi esistenti.&#8221;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Vito Morea<\/strong> (Consulente Senior specializzato ERP aziende tessili e sistemi Ibm Power) ha aggiunto:<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Sacrosanta verit\u00e0!! Ci conosciamo da quasi 30 anni e vedo ancora tanti &#8216;colleghi&#8217; che non ne vogliono neanche sentir parlare di altri strumenti che non siano SEU, PDM, SDA, ecc&#8230; Per non parlare del fatto che si &#8216;ignorano&#8217; le potezialit\u00e0 dell&#8217;SQL per migliorare i ns. vecchi e cari sorgenti RPG IV (quando va bene)&#8230; Purtroppo, quella di &#8216;modernizzare&#8217; i colleghi sviluppatori con i capelli bianchi (come i nostri) non \u00e8 per nulla facile! Un saluto, caro Massimo&#8230; :-)&#8221;<\/p>\n\n\n<style>.wp-block-kadence-spacer.kt-block-spacer-5060_f4a143-b6 .kt-block-spacer{height:60px;}.wp-block-kadence-spacer.kt-block-spacer-5060_f4a143-b6 .kt-divider{border-top-width:1px;height:1px;border-top-color:#eee;width:80%;border-top-style:solid;}<\/style>\n<div class=\"wp-block-kadence-spacer aligncenter kt-block-spacer-5060_f4a143-b6\"><div class=\"kt-block-spacer kt-block-spacer-halign-center\"><hr class=\"kt-divider\"\/><\/div><\/div>\n\n\n\n<p><strong>Prospettive Strategiche: Valore vs Abbandono<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><em>Questa sezione presenta il dibattito tra chi sostiene il valore continuativo della piattaforma IBM i e chi ne prevede l&#8217;inevitabile abbandono<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Gherardo Maspero<\/strong> (Managing Partner Twingroup Global Solutions) ha argomentato:<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Per noi ha senso, eccome. Crediamo che IBM i sia tuttora una piattaforma perfettamente adatta al mondo del business moderno: stabile, sicura, resiliente, con performance elevate e una straordinaria capacit\u00e0 di integrazione. Proprio per questo proponiamo soluzioni ERP moderne come Infor XA, nativamente sviluppate per IBM i, in grado di coniugare la robustezza del sistema con funzionalit\u00e0 avanzate e un&#8217;interfaccia utente al passo con le aspettative contemporanee. La modernizzazione non significa abbandonare ci\u00f2 che funziona, ma valorizzarlo. Lavorare su IBM i con strumenti moderni permette di gestire l&#8217;entropia mantenendo la governance, proteggendo gli investimenti pregressi e garantendo continuit\u00e0 operativa. In altre parole: crediamo che non sempre serva &#8216;cambiare piattaforma&#8217;, ma piuttosto evolvere con intelligenza. \u00c8 questa la logica che guida le nostre proposte e i nostri progetti.&#8221;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Marco Del Corto<\/strong> (Autore) ha risposto:<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Grazie delle riflessioni. Capisco le considerazioni e le ritengo valide, tenendo conto anche del fatto che l&#8217;approccio pi\u00f9 efficace dipende da diversi fattori specifici del contesto e gli obiettivi della trasformazione digitale. Credo anche che non si debba associare il termine trasformazione digitale o modernizzazione con &#8216;cambiare piattaforma&#8217;: la modernizzazione pu\u00f2 essere fatta benissimo indipendentemente dal fatto se si cambia o meno piattaforma.&#8221;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Gherardo Maspero<\/strong> ha ribattuto:<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Condivido pienamente la tua visione: \u00e8 importante distinguere tra trasformazione digitale e semplice cambio di piattaforma. Spesso si tende a sovrapporre i due concetti, ma la modernizzazione \u00e8 prima di tutto un cambiamento culturale, di processi e approccio. Grazie per averlo sottolineato con chiarezza.&#8221;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Marco Del Corto<\/strong> (Autore) ha concluso:<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Grazie a te e della bella definizione &#8216;la modernizzazione \u00e8 prima di tutto un cambiamento culturale, di processi e approccio&#8217; (e aggiungerei &#8216;a prescindere dalla piattaforma, che pu\u00f2 rimanere, svilupparsi o anche cambiare, in relazione al cambiamento, ma rimane un concetto separato e per niente sovrapposto&#8217;)&#8221;<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Danilo Cussini<\/strong> (I.T. Demand Manager, I.T. Business Analyst, I.T. Systems Analyst, IBM i software developer) ha espresso una posizione pi\u00f9 critica:<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Ma in Italia c&#8217;\u00e8 qualcuno che investe o sta pensando di investire sulla modernizzazione delle applicazioni IBM i RPG? Per le aziende che possono acquistare un ERP esterno la scelta \u00e8 facile: nuovo ERP. Le aziende con un ERP completamente sviluppato internamente e senza soluzioni acquistabili saranno in grossa difficolt\u00e0 nei prossimi anni; queste aziende dovevano muoversi 10 anni fa e aprire i propri uffici ai programmatori Java, ma qualcuno l&#8217;ha fatto?&#8221;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Marco Del Corto<\/strong> (Autore) ha risposto:<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Il problema non \u00e8 mai semplice e ogni azienda presenta sfide uniche, ma \u00e8 una realt\u00e0 che un numero crescente di organizzazioni deve affrontare, scegliendo tra approcci graduali, ibridi o big bang. L&#8217;approccio pi\u00f9 efficace dipende da diversi fattori specifici del proprio contesto: la strategia aziendale, il livello di competizione nel settore, le risorse disponibili (budget, competenze, tempo) e gli obiettivi della trasformazione digitale. Prima di scegliere una soluzione, \u00e8 fondamentale analizzare questi elementi per identificare l&#8217;approccio che meglio si adatta alla propria realt\u00e0 organizzativa.&#8221;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Danilo Cussini<\/strong> ha replicato:<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Capisco il suo punto di vista professionale, ma il problema non \u00e8 n\u00e9 semplice n\u00e9 complicato: semplicemente il problema non esiste, perch\u00e9 i CIO hanno gi\u00e0 deciso di lasciare IBM i a qualunque costo e il pi\u00f9 delle volte \u00e8 una decisone dogmatica, cio\u00e8 bisogna lasciare IBM i perch\u00e9 bisogna lasciare IBM i.&#8221;<\/p>\n\n\n<style>.wp-block-kadence-spacer.kt-block-spacer-5060_ace140-66 .kt-block-spacer{height:60px;}.wp-block-kadence-spacer.kt-block-spacer-5060_ace140-66 .kt-divider{border-top-width:1px;height:1px;border-top-color:#eee;width:80%;border-top-style:solid;}<\/style>\n<div class=\"wp-block-kadence-spacer aligncenter kt-block-spacer-5060_ace140-66\"><div class=\"kt-block-spacer kt-block-spacer-halign-center\"><hr class=\"kt-divider\"\/><\/div><\/div>\n\n\n\n<p><strong>Apprezzamenti e Riconoscimenti<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><em>Gli ultimi commenti evidenziano l&#8217;apprezzamento generale per l&#8217;analisi presentata<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Nicola Triti<\/strong> (Head of Accounting &#8211; BW Converting S.p.A.) ha commentato:<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Bellissimo articolo che ha confermato quanto ho imparato in questi anni! Complimenti davvero!&#8221;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Marco Del Corto<\/strong> (Autore) ha risposto semplicemente: &#8220;Grazie per l&#8217;apprezzamento!&#8221;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Pier Luigi Ferrari<\/strong> (Direzione Network Agenzie Enterprise presso TeamSystem) ha aggiunto:<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Analisi molto interessante, puntuale ed oggettiva. Introduce elementi di valutazione non sempre presi in considerazione, ma per nulla scontati. Grazie&#8221;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Marco Del Corto<\/strong> (Autore) ha risposto: &#8220;Grazie a Lei per l&#8217;apprezzamento&#8221;<\/p>\n\n\n<style>.wp-block-kadence-spacer.kt-block-spacer-5060_62c53b-a8 .kt-block-spacer{height:60px;}.wp-block-kadence-spacer.kt-block-spacer-5060_62c53b-a8 .kt-divider{border-top-width:1px;height:1px;border-top-color:#eee;width:80%;border-top-style:solid;}<\/style>\n<div class=\"wp-block-kadence-spacer aligncenter kt-block-spacer-5060_62c53b-a8\"><div class=\"kt-block-spacer kt-block-spacer-halign-center\"><hr class=\"kt-divider\"\/><\/div><\/div>\n\n\n\n<p><strong>Riflessioni Conclusive<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>I commenti hanno confermato la complessit\u00e0 e l&#8217;attualit\u00e0 del tema, evidenziando come la modernizzazione dell&#8217;AS\/400 sia prima di tutto una sfida culturale e organizzativa che tocca aspetti tecnici, strategici e di gestione del capitale umano. La discussione ha mostrato come la community IBM i sia divisa tra chi vede ancora grande valore nella piattaforma e chi ritiene inevitabile l&#8217;abbandono, ma tutti concordano sull&#8217;importanza di una gestione consapevole dell&#8217;entropia tecnologica.<\/p>\n\n\n\n<p>Un elemento emerso chiaramente dal dibattito \u00e8 l&#8217;importanza di distinguere tra trasformazione digitale e migrazione di piattaforma. Come sottolineato durante la discussione, la modernizzazione rappresenta essenzialmente un cambiamento culturale, di processi e di approccio che pu\u00f2 essere realizzato efficacemente indipendentemente dalla scelta di mantenere, evolvere o sostituire la piattaforma tecnologica sottostante. Questa distinzione \u00e8 fondamentale per evitare decisioni strategiche basate su false correlazioni tra innovazione e cambio di tecnologia.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dopo 30+ anni di compatibilit\u00e0 retroattiva, molti sistemi IBM i accumulano &#8220;entropia tecnica&#8221;: codice non documentato, integrazioni temporanee diventate permanenti, competenze perse nel turnover.<br \/>\nQuesto articolo analizza quando investire in modernizzazione mirata vs migrazione completa, con un caso reale di programmi RPG &#8220;dimenticati&#8221; che generavano report strategici.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":5067,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"inline_featured_image":false,"_kadence_starter_templates_imported_post":false,"_kad_post_transparent":"","_kad_post_title":"","_kad_post_layout":"","_kad_post_sidebar_id":"","_kad_post_content_style":"","_kad_post_vertical_padding":"","_kad_post_feature":"","_kad_post_feature_position":"","_kad_post_header":false,"_kad_post_footer":false,"_kad_post_classname":"","footnotes":""},"categories":[137,141,254,276,289,1],"tags":[],"class_list":["post-5071","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-as400-architecture-en","category-manage-as400-with-sql","category-data-science-en","category-ai-artificial-intelligence","category-skillup-en","category-non-categorizzato"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.skillup.cloud\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5071","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.skillup.cloud\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.skillup.cloud\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.skillup.cloud\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.skillup.cloud\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=5071"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.skillup.cloud\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5071\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":5077,"href":"https:\/\/www.skillup.cloud\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5071\/revisions\/5077"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.skillup.cloud\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/5067"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.skillup.cloud\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=5071"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.skillup.cloud\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=5071"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.skillup.cloud\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=5071"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}